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La psico-oncologia: cos`e` e a cosa mira

La psico-oncologia si pone come disciplina specifica di “collegamento”tra l’area oncologica e quella psicologico-psichitrica, sia nell’approccio al paziente con tumore, che alla sua famiglia e all’equipe che di questi si occupa.
Gli obiettivi specifici di questa disciplina si rivolgono all’area della prevenzione e diagnosi precoce, alla valutazione e al trattamento delle conseguenze psicosociali del cancro e alla formazione del personale (da : “Psico-oncologia:lusso o necessita”,di L.Grassi e G,Morasso,Giornale italiano di Psico-Oncologia n1,Giugno 1999,ed.Il Pensiero Scientifico,Roma).
Curare un paziente oncologico,infatti, non significa soltanto debellare il cancro, ma essere attenti a tutti gli aspetti che questa malattia comporta: e’ necessario provvedere a mantenere in “buona forma”il corpo, la mente, lo spirito, le competenze socio-relazionali.
Tutto questo per essere realizzato ha bisogno di una organizzazione complessa basata sul lavoro di un`equipe pluridisciplinare.
Nel cammino del paziente oncologico si possono presentare diversi momenti critici. Il primo e’ di solito rappresentato dalla diagnosi ma con il passare del tempo si susseguono diverse sfide, a seconda della fase della malattia e del trattamento in cui si trova. Lo stato emotivo e’ caratterizzato da scoraggiamento e da instabilita’, poiche’l’ammalato avverte forte il senso di precarieta’ e teme di non poter ritornare ad una condizione di vita come la precedente, quando stava bene fisicamente.

E’molto importante seguire il paziente oncologico attraverso una serie di tappe che possano condurlo all’accettazione ed alla consapevolezza della malattia stessa; durante questo percorso non bisogna tralasciare o escludere il nucleo familiare del paziente che rappresenta sempre un’importante punto di riferimento, e che necessita a sua volta di altrettanto supporto psicologico.
La collaborazione e la comunicazione tra operatori, familiari e paziente e’ fondamentale rispetto alla cura stessa, in quanto consentono di pianificare e valutare le migliori alternative sul piano del trattamento farmacologico,
sul piano psicologico e su quello sociale, la malattia e’ trattata quindi nella sua totalita’.
Migliorare la qualita’ di vita di questi pazienti e ridurre in qualche misura lo stress, l’ansia e la depressione che ne conseguono, rappresentano obiettivi che non possono piu’non essere inclusi all’interno del piano di cure che il personale sanitario ha deciso di seguire. Oggi di questo si ha piena consapevolezza, infatti si cercano di individuare nuovi strumenti che possano ottimizzare ed aiutare lo psicologo a raggiungere questi goal.

Autori:
Dott.ssa Silvia Tarsi in collaborazione con la dott.ssa Debora Muresu

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